• Docente di Latino e Italiano nei Licei da oltre 20 anni, amministratrice pubblica da 11 anni (già Vice Sindaca e Assessore nel Comune capoluogo di Teramo, in Abruzzo, con delega al Personale, Istruzione, Rapporti Internazionali, Pari opportunità).

    Si occupa di letteratura, arte, teatro, con un’intensa attività di convegni, conferenze, pubblicazioni, presentazioni di libri e mostre. Promuove progetti culturali, l’alfabetizzazione digitale, l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, la Smart City, l’efficientamento della gestione urbana e dei processi decisionali locali. Svolge attività formativa per gli studenti delle scuole secondarie e primarie.

Abstract

L’IA comprende le dinamiche del contesto urbano, analizza le criticità ed elabora strategie per migliorare la qualità della vita: efficienta gestione urbana e processo decisionale; avvia nuovi servizi e crea opportunità economiche; gestisce meglio rifiuti e sanità, sicurezza e traffico, parcheggi e mobilità alternativa, energia e luoghi di socializzazione, servizi all’infanzia e aree verdi, vivibilità di quartieri e frazioni; customizza esperienze, stili di vita e servizi alla terza età; razionalizza risorse, crea economie di scala, migliora servizi, processi decisionali, partecipazione popolare, efficacia della governance, riduzione dei tempi delle procedure amministrative, attuazione dei princìpi di sostenibilità ambientale. Occorre minimizzare i rischi di gestione dei dati e sostenere la tenuta sociale ed economica fra centro e zone periferiche o rurali. L’UE crea reti, partenariati, diffonde le migliori pratiche, finanzia progettazioni innovative, riduce i divari digitali e le disuguaglianze. Occorre sensibilizzare la cittadinanza e creare fiducia perché la Polis è il baricentro della vita sociale e del Welfare.

L’intelligenza artificiale, come è noto, viene definita come la capacità elettronica di mimare i processi cognitivi umani, determinando radicali trasformazioni nella vita quotidiana delle società contemporanee, dagli individui ai governi, dall’economia al lavoro.

Aspettative per il governo della città

Quali aspettative suscita l’IA nel contesto urbano? Le plausibili implicazioni sullo sviluppo, sulla coesione sociale e sull’economia locale sono molteplici. I vari sistemi di IA comunemente conosciuti sono in grado di rispondere a quesiti e di svolgere compiti definiti in maniera efficace, basandosi sull’analisi dei dati disponibili. Gli algoritmi di apprendimento automatico riescono a perfezionare le proprie capacità di elaborazione senza ricevere specifiche istruzioni.

L’IA può, dunque, stratificare un database da sfruttare, acquisendo la mole di dati quotidianamente prodotti nella vita cittadina. Interfacciando anche altre tecnologie digitali (canali di telecomunicazione, internet delle cose, big data, cloud, ecc.) è possibile comprendere meglio le dinamiche del contesto urbano, analizzarne le criticità ed elaborare strategie più o meno costose, più o meno di lungo periodo, per indirizzare e migliorare la qualità della vita.

Sfruttare totalmente l’interconnettività significa combinare i dati, le tendenze, le abitudini, le prassi, le informazioni per elaborare e produrre informazioni significative che consentono di adottare decisioni politiche più consapevoli e meno dettate da convinzioni erronee, dalla spinta popolare, da sentimenti passeggeri che possono rivelarsi fallaci.

IA and the City

L’IA è oggi il pilastro per tendere alla concretizzazione delle cosiddette Smart Cities, cioè a quell’insieme integrato di azioni che – tramite l’utilizzo delle tecnologie digitali più avanzate – consentono il miglioramento del benessere collettivo e della qualità della vita media. Ovviamente il concetto di città intelligente è in divenire, ma resta un modello aperto di sviluppo che parte dalla digitalizzazione dei processi e dei dati, per arrivare ad ogni plausibile applicazione pratica che disciplini gli strumenti tecnologici nella gestione del contesto urbano, avendo chiari gli istituti e le forme di partecipazione della cittadinanza.

Sotto il profilo operativo, l’IA fornisce numerose soluzioni in tutti i settori, efficientando la gestione urbana e sostenendo il processo decisionale, avviando nuovi servizi e creando inedite opportunità economiche e di lavoro. Pertanto è indefinito, in quanto potenzialmente troppo vasto, l’orizzonte e l’impatto degli ambiti di applicazione, dalla gestione dei rifiuti alla sanità, dalla sicurezza al traffico, dai parcheggi alla mobilità alternativa e sostenibile, dall’energia ai luoghi di socializzazione.

L’IA è capace di interagire con ogni singolo vettore presente nella mobilità cittadina per eliminare code e traffico, razionalizzare tempi di percorrenza, creare itinerari alternativi. Ma è capace di fornire risposte immediate sull’accelerazione dell’iter delle pratiche negli uffici pubblici, sull’accessibilità degli impianti sportivi, sulla produttività aziendale, sulle liste d’attesa nella sanità, sui pericoli presenti nelle strade, sulle opportunità degli acquisti da effettuare, sui percorsi formativi inferiori e superiori che insistono nel breve e lungo raggio dalla propria residenza, sulle offerte di lavoro in presenza e a distanza, sui servizi all’infanzia, sulla comparazione delle offerte economiche e sociali, sulle aree verdi, sulla sostenibilità di aziende e prodotti, sulla vivibilità di quartieri e frazioni, sulla customizzazione di esperienze e di stili di vita, sui servizi alla terza età.

L’IA ha nel proprio DNA la razionalizzazione delle risorse, la creazione di economie di scala, efficienza dei servizi, il miglioramento dei processi decisionali, la partecipazione popolare, l’efficacia della governance, la riduzione dei tempi delle procedure amministrative, l’attuazione progressiva dei princìpi di sostenibilità ambientale.

I rischi dell’IA

Chiaramente, è impossibile sia escludere i rischi già noti rispetto alle altre tecnologie digitali, sia vietarsi di ipotizzarne di nuovi: le criticità concernenti la gestione dei dati personali hanno ripercussioni dirette sulla sicurezza e sulla vita privata dei cittadini; i rischi prestazionali, relativamente ai risultati e alle risposte fornite dagli algoritmi delle IA capaci di autoapprendimento, possono senz’altro generare pregiudizi, distorsioni delle premesse e delle conclusioni, fino a condurre all’adozione di deliberazioni aberranti rispetto alle finalità perseguite a monte; e non si può tralasciare il dato dei posti di lavoro che inevitabilmente vanno perduti mano a mano che l’automazione sostituisce i servizi analogici o desueti, tenendo comunque presente che esiste anche l’effetto generativo di nuove professionalità e di nuove opportunità economiche, in un processo continuo definito di “distruzione creativa”.

In via di ipotesi i rischi potrebbero compromettere, con ampiezze e profondità differenti, la coesione socioeconomica e territoriale determinatasi nel passato sedimentato dell’evoluzione cittadina: minare la tenuta sociale ed economica interna, nonché quella fra il contesto urbano e le zone periferiche o rurali, può essere evidentemente un effetto indesiderato che andrebbe sin da subito attenzionato con ogni possibile riguardo, anche interrogando l’IA sulla minimizzazione degli impatti negativi che pure ogni contesto umano sviluppa sia nel procedere di nuove attività e sia di nuove modalità delle attività già rodate.

L’area della vulnerabilità e quella della fragilità necessitano di specifica attenzione e di misure dedicate, anche sartorialmente per le frazioni e i quartieri che vivono realtà completamente differenti ad esempio sul medesimo servizio pubblico o sulla medesima problematica. Nel bilanciamento dei rischi ed opportunità potrebbero scaturire discriminazioni involontarie quanto indesiderabili, con ripercussioni sull’allargamento della forbice delle disuguaglianze, della percezione della sicurezza a macchia di leopardo, sui differenti gradi di attenzione dedicati ai servizi, al decoro, agli eventi, all’accessibilità, arrecando nocumento alla coesione territoriale.

Gli sviluppi rapidissimi dell’IA possono essere condivisi fra le realtà limitrofe e i centri decisionali, ma possono produrre divari digitali con brusche riduzioni dei servizi fra una città e le altre, fra una zona e quelle collegate, fra i centri storici e le realtà rurali, in tal modo rendendo necessaria un’armonizzazione di area vasta che tenda ad omogeneizzare verso l’alto il livello dei servizi e la qualità della vita media, riducendo al contempo le disuguaglianze economiche, sanitarie, occupazionali, nonché i fenomeni di marginalizzazione e le aree di disagio.

Ciò non deve spaventare, come insegna la storia dei periodi di grandi cambiamenti e di scatti di modernizzazione, ma al contrario occorre sfruttare al meglio il potenziale dell’IA, con i vertici istituzionali avvertiti sulle regole di accesso ai dati, sull’interoperabilità, sulle cornici giuridiche che delimitano le possibilità di azione e di intervento, sui livelli di moralità della governance e sulla qualità intellettuale delle classi dirigenti, sulla capacità amministrativa e lo sviluppo continuo delle competenze.

Particolare cura va riservata alla partecipazione dei cittadini, mai come in questo caso necessaria a progettare e sviluppare soluzioni mirate allo sviluppo e all’omogeneizzazione, all’armonia della crescita e al controllo degli equilibri, instaurando un clima di fiducia crescente e di riduzione delle asperità che ogni innovazione comporta.

UE e IA

L’Unione Europea, con la propria normazione specifica, contribuisce enormemente ai processi sommariamente descritti, anche sviluppando in proprio numerose iniziative sull’IA e relative applicazioni sulle città intelligenti, come avviene ad esempio nella creazione di reti, nella sottoscrizione di partenariati, nella diffusione delle migliori pratiche, nel finanziamento delle progettazioni innovative, nell’ausilio alla riduzione dei divari digitali, nel sostenere le politiche di restringimento della forbice delle disuguaglianze, nell’omogeneizzazione delle buone prassi fra le Regioni e le Capitali continentali.

Le politiche di coesione sono già orientate al tendere la mano affinché nessuno rimanga indietro, ma permangono differenze significative dovute alla vastità delle culture federate, alle difficoltà di apprendimento e alla condivisione troppo lenta dei risultati positivi. Le strategie di specializzazione intelligente e i poli dell’innovazione digitale sono due filoni promettenti in materia di IA applicata allo sviluppo urbano, tenendo fermo il focus sulle esigenze dei cittadini e calando con prudenza le soluzioni nei contesti urbani e nelle tradizioni politico-culturali di provenienza.

La messa a terra dell’IA

Certamente il livello urbano è quello più confacente per un approccio pragmatico, proprio perché è quello più aderente ai bisogni e alle esigenze dei singoli e delle entità associative, partendo dal basso e salendo nel coinvolgimento dei superiori livelli di governance (le Regioni, i Governi nazionali e l’Unione Europea), e avviando la mobilitazione delle conoscenze e delle competenze necessarie per sfruttare i vantaggi dell’IA, riducendone al minimo i rischi.

Nel dettaglio, occorre inserire le linee di azione che abbiano ad oggetto l’IA nelle programmazioni territoriali, integrare le progettazioni sulle Smart Cities con i documenti strategici di sviluppo e di coesione basati sull’apprendimento, sulla ricerca di soluzioni innovative, sulla verifica costante dell’efficienza ed efficacia delle azioni concrete.

Le fasi di sperimentazione, attentamente soppesate nel vaglio dei costi/benefìci, devono tradursi con tempestività nell’ordinarietà delle nuove prassi, per evitare pratiche dilatorie che rendano obsoleto ciò che è ancora provvisoriamente testato.

I sistemi di controllo e monitoraggio vanno implementati non solo a livello locale, ma ai più alti livelli istituzionali, così da coordinare i cambi di rotta, l’arresto dei fenomeni distorsivi, i finanziamenti concessi a bassa redditività economica e a basso coefficiente di soddisfazione sociale.

I processi di apprendimento dei sistemi di IA devono consentire di consolidare le conoscenze, di divulgarle in maniera capillare e gratuita, di promuovere i benefici realizzati e quelli attesi, di minimizzare i rischi. Inoltre, sistematizzare i metodi di valutazione dei benefici e condividere le prassi consente un rapido aggiornamento delle procedure decisionali locali e migliora l’attività legislativa delle Assemblee a ciò deputate.

 

Sensibilizzare al cambiamento

Ogni grande cambiamento, in democrazia, richiede un’attività di sensibilizzazione della cittadinanza, una fase più o meno ampia di discussione e una decisiva spinta verso l’innovazione, oppure l’irrigidimento nella conservazione dello status quo ante.

A tal proposito l’incommensurabile potenziale insito nell’IA, i cui orizzonti sono pressoché sconosciuti anche agli studiosi e ai ricercatori più evoluti, deve spronare le agenzie formative e gli organi deputati all’apprendimento e all’educazione ad avventurarsi con coscienza ed entusiasmo sul crinale di questa nuova geografia digitale che promette un salto in avanti il cui eguale è sconosciuto all’intera storia dell’evoluzione delle essere umano sulla Terra.

E la Polis, fulcro e baricentro della vita sociale per come la conosciamo, dev’essere motore e cavia, palcoscenico e laboratorio, culla e nave della tensione verso la conoscenza, verso l’apprendimento, verso il progresso intellettuale del Welfare.

Quella tensione che condusse Ulisse verso l’ignoto e che conduce noi contemporanei verso terre incognite da conquistare per allungare e migliorare l’esistenza individuale, nel contesto urbano che è la dimensione della felicità collettiva di colui che Aristotele definì “animale politico”.

 

Indice

PAROLE CHIAVE: città / efficienza / IA / opportunità / Partecipazione / qualità / razionalizzazione / rischi / sensibilizzazione / sostenibilità / sviluppo / tenuta sociale / welfare

Condividi questo contenuto su

Tutti i contenuti presenti in questa rivista sono riservati. La riproduzione è vietata salvo esplicita richiesta e approvazione da parte dell’editore Digitalaw Srl.
Le foto sono di proprietà di Marcello Moscara e sono coperte dal diritto d’autore.